Rosa ed Elio Fiorini aprirono la loro bottega ad Arezzo nel 1954, in una stanza sul retro con un banco di noce e una lampada a gas.
Lavoravano l'oro come si faceva allora: a mano, un pezzo alla volta, per le famiglie del quartiere. Fedi nuziali, catenine per il battesimo, orecchini regalati a diciotto anni.
Mio padre prese il loro posto negli anni Ottanta. Io sono cresciuta tra quei banconi, imparando a riconoscere una saldatura fatta bene prima ancora di saper scrivere.
Oggi, dopo settantadue anni, la bottega chiude. Non per un fallimento: semplicemente non c'e' una quarta generazione che voglia passare la vita china su un banco.
Restano gli ultimi pezzi. Non voglio che finiscano in una scatola. Voglio che vengano indossati.
Elena Fiorini, terza generazione